| La Mansarda di Miele |
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| Blue | ||
Il primo numero di Blue è uscito in edicola nel gennaio del 1991.Con precisa cadenza mensile, Blue ha presentato i migliori autori di fumetti e illustratori erotici italiani e internazionali. Personalità insospettabili della cultura e dello spettacolo hanno "confessato" le loro fantasie sulle pagine di questa rivista; molti italiani lo hanno comprato o lo fanno ancora regolarmente, molti autori di testi o di comics ci hanno collaborato, altri sono rimasti, a tutt'oggi, fedelmente lì in redazione a disegnare vignette piccanti. Blue è l'unica rivista in Italia legata ad un immaginario erotico a 360 gradi (vedi anche le rubriche, ad esempio, di Happy Feet). Blue inizia appunto nel gennaio 1991, in un momento fertilissimo di periodici a fumetti da edicola, con un articolo sul tema (l'erotismo, praticamente uno sconosciuto per quelle pagine) di Panorama. Si presentò con una copertina sobria (una donnina che accenna uno strip) e un editoriale dell'esordiente Francesco Coniglio, direttore e mente dell'intero progetto. Annunciava al pubblico l'intenzione di andare a pescare, nei cassetti dei migliori autori internazionali, le loro ancora inedite opere più passionali ed emozionanti. Quasi ad anticipare una futura attenzione nei confronti della letteratura in tema, già dal secondo numero Blue inizia la pubblicazione de Le memorie di un giovane Dongiovanni di Apollinare, e a seguire, Posta in Blue, inizialmente riempita solo da lettere di commenti e richieste di pubblicazione, progressivamente trasformatasi in accogliente platea per lettori dalle più svariate esperienze di vita, desiderosi di raccontarsi. Il salotto della posta diventa così un curioso osservatorio sui generis sulla sessualità, condotto da Susanna Schimperna, poi co-conduttrice insieme a Catherine Spaak di una trasmissione televisiva, e ospite opinionista in altre reti. Da ricordare inoltre del primo anno di vita di Blue, le frequenti apparizioni di Eric Stanton (con le sue opere incentrate sulla pratica del bondage, l'arte giapponese di legare il corpo amato), qualche apparizione di Milo Manara, un paio di copertine e la rielaborazione delle tavole dedicate ai Sette Peccati Capitali e ai Dieci Comandamenti), le geometriche pitture di Mozmir Jezek, già vignettista di Repubblica, con una propria versione del Kamasutra, in una singola pagina mensile. Blue introdurrà altre curiosità per l'epoca: la traduzione (e adattamento) di una breve storia erotica giapponese; L'insano testo (spazio di recensioni librarie) affidata anch'essa a Susanna Schimperna, che poi si occuperà anche di Cronache erotiche. Cominciano a rilasciare interviste alla rivista anche personaggi noti ed eroticamente caratterizzati. Due nomi su tutti: Tinto Brass (addirittura due volte nell'arco di un solo anno) e il più noto porno divo nazionale Rocco Siffredi. Ma poi anche altri siederanno volentieri tra quelle pagine: Giampiero Mughini, Ida Magli, Guido Crepax, Francesco Guccini, Rosanna Cancellieri, Catherine Spaak, Mario Marenco, Lucio Dalla, Daniele Luttazzi, oltre ai fumettari Mattioli, Saudelli, Baldazzini e Serpieri. La rivista veleggia trionfalmente: l'unica testata a opporsi, con un erotismo "solare" (come ci tenne sempre a puntualizzare) è Selen della 3tini editore, ormai chiusa. Per un periodo fu costantemente in crescita (dalle dichiarate 17.000 copie degli inizi, si arrivò alle 20.000), passando prima da 68 a 84 e poi addirittura a 100 pagine, con l'inserimento di una sezione fotografica. Ma nella storia di Blue vanno ricordati anche tentativi, forse troppo audaci per l'epoca, di culturalizzare l'erotismo: gli Albi di Blue (storie inedite a colori complete in piccoli album brossurati), la ristampa di sole sette puntate di Valentina di Crepax e di dodici numeri di Blue Bizzarre, la fusione con la casa editrice DeriveApprodi. A miglior fine andarono invece le ristampe di Histoire d'O e di Emmanuelle. Un bersaglio centrato fu invece l'acquisto in scuderia delle vignette satiriche di coppia di Georges Wolinsky, i teneri personaggi omosessuali del tedesco Ralph Konig (presente per un po' anche su Linus) le ossessioni fetish e trans di Saudelli e Baldazzini, quella per le rotondità esagerate di Serpieri. I tre (Franco Saudelli, Roberto Baldazzini e Giovanna Casotto) rappresentano una triade insostituibile di autori nella storia e nel presente di Blue. Il primo, classe 1952 di Latina, è conosciuto come "il mistico dei piedi" per la sua passione legata alle estremità femminili. Dicono di lui: "Mettete una donna di Franco su un paio di tacchi a spillo altissimi, e potrete sentire la terra tremare sotto i suoi passi". Il suo esordio nei fumetti risale all'inizio degli anni Settanta con "Lanciostory". Nella seconda metà degli anni Ottanta, Saudelli crea La bionda, protagonista di ironiche storie sadomaso. Roberto Baldazzini è decisamente più giovane: inizia a lavorare con Blue nel 1995. Mette al mondo diversi personaggi: Angela, giovane cerbiatta a Casa HowHard; Chiara Rosenberg, il ritratto di una moglie e di un'amante adulterina, con i testi di Celestino Pes; Aura, una giovane fanciulla che vive ai margini di una società violenta. Punto ricorrente e ossessivo: la figura ambigua del transessuale. Vera particolarità è Giovanna Casotto: forse l'unica disegnatrice hard italiana, sicuramente la più nota. Autrice di fumetti per la scomparsa rivista Selen, oggi ha tenuto a battesimo il nuovo stile patinato, elegante ma sempre elettricamente erotico, di Blue. |
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